Archivio per la categoria ‘poesia

Kafka

Le iniziali mi fecero spavento, le mie stesse,
F e K e la Boemia come terra d’origine
e il padre della lettera, così a trovare
ossa spoglie, lasciate nelle nostre stesse terre.
Non saprei chi sono se non ci fosse
Kafka, a dimostrarmi che fui altro,
prima di poterlo sapere. Kafka è il dono
d’un rampicante invincibile,
d’un verbo immenso che tiene ogni frase,
concetto, salto, discesa e prigione.

Nei miei quindici anni leggevo i racconti
come resoconti di un fantasma. Cercavo
nelle note il diagramma, la spiegazione
di ciò che era inspiegabile. Leggevo
parole incomprensibili di filosofi attenti,
maniacali, votati per la vita all’esegesi.

Franz Krauspenhaar

Pubblicato febbraio 10, 2010 da allombradellaluna in poesia

Scritture neodialettali

Prima di partire per un lungo viaggio. Accade per la prima volta che su un sito di ampia visibilità, si ospiti una rubrica interamente dedicata alle scritture neodialettali, in cui appariranno autori e autrici di tutte le età, lingue, aree o orientamenti culturali: lirici e antilirici, epici e visionari, visivi e narrativi, mescidatori e sperimentali, puristi e meticci. All’occasione, segnaleremo altresì antologie, riviste, iniziative e studi relativi ai dialetti. A mo’ di augurio, apriamo con i versi di Carlo Falconi, classe 1975, già autore in lingua, ora esordiente con una plaquette di versi scritti nella parlata della vallata del Santerno. Un augurio per il suo libro d’esordio e pure per questo nuovo appuntamento: nel palinsesto della poesia, gli autori neodialettali ancora oggi e in vari ambiti, editoriali, accademici, sono trattati come abitanti delle riserve, guardati spesso con sospetto, quando non tollerati, accolti in talune antologie per una sorta di senso di colpa piuttosto che per un effettivo riconoscimento al merito o di merito, considerati antimoderni portatori di gusti o mondi un po’ retro. Nulla di più inesatto, come speriamo di avere modo di dimostrare, e nulla di più lontano dal corpo vivo delle lingue in atto. Chi scrive in dialetto oggi, lo fa con la consapevolezza di essere tra le lingue con gli strumenti necessari a una decodifica translinguistica dell’esperienza del mondo (1).

Pubblicato febbraio 10, 2010 da allombradellaluna in poesia

Il collaudo

Io sono un componente.
Non servo quasi a niente
da solo
ma mi inserisco ovunque
unisco, reggo, chiudo,
metto in moto, finisco, perfeziono.
Da quasi quarant’anni
vengo prodotto con pochi cambiamenti.
Mi adatto facilmente
supero tutti i controlli
dimostro di essere flessibile
e resistente
duttile e inalterabile.
Voi non sapete quanto sia difficile.
Non bastano una tempra di acciaio,
un corpo rinforzato.
Bisogna avere l’ardire
di buttarsi nel fuoco
sostenere le luci abbaglianti,
il fragore dei macchinari,
il ritmo del lavoro.
Insomma, è una questione di intenzione,
prevalentemente.
Ora sono di nuovo in prova
– l’ennesima –
ma questa volta, vada come vada,
non mi danno.
Alcune notti che per caso
non sono crollato di stanchezza
ho sentito un’altra vita, differente
da quella della fabbrica illuminata.
Nel buio,
al chiarore fioco
della luce di cortesia
l’anima buona dell’inserviente
culla gli scarti
con una canzone o una poesia

Pubblicato dicembre 11, 2009 da allombradellaluna in poesia

Alla luna

Un guerriero zen
innamorato della morte
parla parla parla
mentre mostra le cicatrici alla luna
per farla invaghire di sé
– Vedi?
Potrei morire domani se solo volessi –

L’astro non risponde
e osserva dall’altro
questa eternamente mimata
vicenda adolescenziale
– Agli umani piace recitare.
Che ne sanno loro
di una vita infinita?
Che ne sanno loro
della morte eterna?
Ci sono state altre ere glaciali
né migliori né peggiori di questa
Tutto il resto è teatro.

– Una tragedia
quando si ripete due volte
diventa
farsa

Bianca Madeccia

Pubblicato dicembre 5, 2009 da allombradellaluna in poesia

Un’arte

Aveva immaginato,
a tratti, di comporre
ossa, lacerti della carità nostrale.
Comunicava con la stirpe
con impercettibili segnali
di fumo, vapori da tegami
in terracotta.
Credeva poi alla buona sorte
del tronco – da incidere,
scolpire…

Enrico De Lea

Pubblicato novembre 13, 2009 da allombradellaluna in poesia

Soldi ben spesi

Infine, nell’estate, quando l’ondata sembrava smorzarsi, un incidente ha costretto la madre di Erre a una lunga degenza, alterando irreversibilmente gli equilibri esistenziali della donna e dell’intera famiglia.
Incurante delle critiche di chi lo rimprovera sempre di dedicarvi troppe risorse del suo bilancio, Erre ha festeggiato il 17-9-2009 con il solito, corposo acquisto di libri. La lettura fornisce fili e fiaccole, e nel buio anno appena trascorso quelli a suo tempo investiti nei libri della Schutzenberger (tanto per fare un esempio) sono stati soldi ben spesi.

Pubblicato ottobre 23, 2009 da allombradellaluna in poesia

L’invadenza del relitto

42.

un rullio di tempie e sembra morire

questo antefatto lungo una stirpe

rantolando rantolante cent’anni.

nei venti che blasfemi staccano le rondini

tu il collo lungo di Modigliani inventi

per disperdere le fiaccole crocefisse.

le pene che sbocciano dentro il calendario

benesseri nel bilico di davanzali

zonzo d’angeli che non sanno chi proteggere.

le malattie congenite del tetto

narrano nidi patrioti

eremi che imperlano le nuche.

oggi è colmo il male asperrimo

di chiudere le spalle all’avvenire.

Pubblicato ottobre 23, 2009 da allombradellaluna in poesia