L’enfasi

Partendo dalle arti figurative, gli esempi più interessanti di enfasi li ritrovo in Munch e Picasso. In questo caso, a mio parere, meglio il norvegese pazzo rispetto al genio iberico. Certo, in Guernica, in quel coacervo di figure straziate, la madre col bambino, i volti terrorizzati, le persone che cercano di sfuggire dalle fiamme, l’enfasi galoppa sovrana. Ma vuoi mettere con L’Urlo? E’ un manifesto dell’enfasi, quella figura stravolta nel terrore che si propaga come onde psichiche a tutto il paesaggio, quel condensare in un’unica immagine la deformazione della realtà prodotta dal senso di angoscia e insieme la pressione insostenibile che il mondo esterno esercita sull’individuo, come a deformarlo in una maschera grottesca.
Del resto tutto il successivo movimento espressionistico, di cui l’Urlo è geniale precursore, trova nell’enfasi espressiva la sintesi della dilatazione della presenza del soggetto, quell’urgenza di ripristinare una lacerata centralità dell’individuo mortificata dallo sviluppo dell’industrializzazione e dell’abnorme crescita della città, come ricorda Achille Bonito Oliva in un saggio dedicato all’enfasi. Altro esempio illuminante è Lo sbadiglio, di Max Beckmann, del 1918.

E l’enfasi in letteratura?

Pubblicato maggio 4, 2010 da allombradellaluna in altro

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