Kafka

Le iniziali mi fecero spavento, le mie stesse,
F e K e la Boemia come terra d’origine
e il padre della lettera, così a trovare
ossa spoglie, lasciate nelle nostre stesse terre.
Non saprei chi sono se non ci fosse
Kafka, a dimostrarmi che fui altro,
prima di poterlo sapere. Kafka è il dono
d’un rampicante invincibile,
d’un verbo immenso che tiene ogni frase,
concetto, salto, discesa e prigione.

Nei miei quindici anni leggevo i racconti
come resoconti di un fantasma. Cercavo
nelle note il diagramma, la spiegazione
di ciò che era inspiegabile. Leggevo
parole incomprensibili di filosofi attenti,
maniacali, votati per la vita all’esegesi.

Franz Krauspenhaar

Pubblicato febbraio 10, 2010 da allombradellaluna in poesia

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