Il collaudo

Io sono un componente.
Non servo quasi a niente
da solo
ma mi inserisco ovunque
unisco, reggo, chiudo,
metto in moto, finisco, perfeziono.
Da quasi quarant’anni
vengo prodotto con pochi cambiamenti.
Mi adatto facilmente
supero tutti i controlli
dimostro di essere flessibile
e resistente
duttile e inalterabile.
Voi non sapete quanto sia difficile.
Non bastano una tempra di acciaio,
un corpo rinforzato.
Bisogna avere l’ardire
di buttarsi nel fuoco
sostenere le luci abbaglianti,
il fragore dei macchinari,
il ritmo del lavoro.
Insomma, è una questione di intenzione,
prevalentemente.
Ora sono di nuovo in prova
– l’ennesima –
ma questa volta, vada come vada,
non mi danno.
Alcune notti che per caso
non sono crollato di stanchezza
ho sentito un’altra vita, differente
da quella della fabbrica illuminata.
Nel buio,
al chiarore fioco
della luce di cortesia
l’anima buona dell’inserviente
culla gli scarti
con una canzone o una poesia

Pubblicato dicembre 11, 2009 da allombradellaluna in poesia

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