Don Claudio

Se guardo il cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle, che tu hai fissato,
che cos’è l’uomo, perché te ne curi,
il figlio dell’uomo perché te ne dia pensiero?

Un punto appena visibile, un insetto, una formica, una materia senza peso destinata a una discesa inevitabile verso la rovina.

Eppure l’hai fatto poco meno di un Dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.

Che ne pensi, don Claudio, del salmo che fa piangere ogni sacerdote? Dov’è la commozione dentro l’ultimo fotogramma oscuro della massa assassina e immacolata?

L’essenziale è invisibile agli occhi.

Pubblicato dicembre 11, 2009 da allombradellaluna in diari

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