Io sono niente

Era Yom Kippur, giorno considerato il più sacro e solenne del calendario ebraico, totalmente dedicato alla preghiera e alla penitenza. In questo giorno molto importante, un rabbino, mentre celebrava la festività, guardava la Torah, la sacra Torah esposta nella sinagoga. A un tratto lo prese un’ispirazione …

Cominciò a battersi il petto, dicendo:

— Io sono niente, io sono niente, oh io sono niente.

Lì accanto c’era il cantore. Il cantore è colui che legge i rotoli durante le funzioni. Vedendo il rabbino comportarsi così, s’avvicinò ai rotoli e prese a battersi il petto anche lui, dicendo:

— Io sono niente, io sono niente, oh io sono niente.

E c’era anche lo scaccino, che spazzava il pavimento. Osservò quel che facevano gli altri due, si avvicinò ai rotoli e incominciò a percuotersi il petto dicendo:

— Io sono niente, io sono niente, oh io sono niente.

Il rabbino lo guardò per un po’ e poi si rivolse al cantore:

— Guarda un po’… e questo qui, chi crede d’essere?

Pubblicato novembre 18, 2009 da allombradellaluna in società

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