Scuola e politica

Qui non si fa politica. Stiamo lavorando per voi

di Donato Salzarulo

«Dopotutto la gente sembra capace di credere qualsiasi cosa.» (G. Rey, 1996)

1. – 14 Settembre 2009. Primo giorno di scuola. Mi sveglio quasi all’alba. Ho addosso un’eccitazione che mi porto nell’anima da bambino. Ora sono dirigente. Lo sono da molti anni. Sono tornato dalle ferie subito dopo ferragosto. Ho il compito di garantire l’avvio regolare dell’anno scolastico. Non posso ridurmi all’ultimo minuto, anche se so che molte operazioni, non per responsabilità mia, verranno compiute col fiato in gola o a scuola già aperta. Esempio: quali insegnanti andranno a ricoprire i quattro posti di sostegno ottenuti in organico di fatto e rimasti disponibili? Chi sarà nominata sugli spezzoni orari d’inglese, dopo che le specialiste dalla mia scuola sono state costrette a transitare nell’organico di diritto dei posti comuni? Riuscirò a garantire a tutti gli alunni una buona distribuzione degli insegnanti di ruolo? Come affronterò la questione della compresenza dal momento che il DPR 20 marzo 2009, n° 89, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 luglio, ha ribadito che il tempo pieno continua “senza compresenze”?…

Ecco, ho per la testa interrogativi simili, ma il primo giorno di scuola mi sciolgo di fronte a genitori coi loro bimbetti che si accalcano ai cancelli per rimettere piedi nelle aule. Hanno volti sorridenti, gioiosi. Sono contenti di rivedere le loro maestre. Penso a Francesca che quasi piange quando le si dice che è vacanza e deve restare a casa. Penso a Matteo, bello e slanciato, che dovendo salutare le proprie insegnanti per andare in prima media non riesce a trattenere le lacrime e, infine, scoppia in un pianto dirotto. Penso a Leonardo che ho tenuto ore sulle ginocchia per consolarlo: non riusciva a capire perché il papà e la mamma si stessero separando. Potrei raccontare centinaia di storie dirette e indirette, vissute a lungo o per lampi. Il papà che arriva arrabbiato in direzione perché vuole che garantisca alla figlia “diversamente abile” la stessa maestra dell’anno scorso; la madre col figlio iscritto alla prima, finito con compagni diversi da quelli della sezione gialla di provenienza, e che «Direttore, la prego, me lo metta insieme agli altri! Abitiamo anche nello stesso palazzo…» «Ma, signora, c’è una commissione! Ci sono dei criteri fissati dal Consiglio di Circolo!… La seduta è stata pubblica!…»; il padre che vuole sapere se tutti i servizi igienici hanno i dispenser del sapone liquido perché «Sa con l’influenza suina che c’è in giro è opportuno lavarsi spesso le mani…» Prova a spiegargli che alla data di oggi il Ministro non ci ha accreditato un euro, che sia un euro, per le spese di funzionamento.

Pubblicato settembre 30, 2009 da allombradellaluna in società

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