Viedellapovertà 1

Sono però sereno, e grato di essere vivo e con le cose essenziali; grato, soprattutto, agli amici e ai parenti, per gli aiuti inaspettati e salvifici (ancora per quanto?). Ogni considerazione e lamentela personale si ferma qui, pensando ai molti, moltissimi che stanno peggio; a tutti coloro che non hanno proprio nulla, né un lavoro né una casa disperando per l’uno e per l’altra; ai tanti giovani con qualità e competenze da poter ricoprire, degnamente, qualunque incarico pubblico o privato, quanto e più di chi attualmente lavora. Tacere ed arrangiarsi, allora, come molti fanno, ripetendosi di continuo che la povertà è ben altro, che si tratta soltanto di un periodo difficile per te e per tutti, che poi passa, che l’importante è conservare un lavoro, specie se garantito, di questi tempi? Le cadute e le ossa rotte restano, però, cadute ed ossa rotte, sulla strada della vita, e piuttosto che tacere, per pudore o inopportunità, prima di parlare di fatalità o di inavvedutezza, sarebbe giusto che chi di dovere inizi seriamente a riparare buche e fossi lungo tutte le strade affinché nessuno possa più caderci, restando in terra, magari, senza potersi più risollevare.

Pubblicato agosto 18, 2009 da allombradellaluna in racconti

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