Paul Celan ha guadato la Senna

I fragori capitolini sono
come il colpo di tosse
di una febbre bambina:
lontani.
Anche lei, il fiocco di feltro
del mio ultimo anno,
il Ponentino l’ha sciolto,
dal sonno senza rumori,
dalla lenza dell’inesperienza,
o dal crocco tirato nel lago
e ripescato come fede d’argento.

Sono stato in piedi in stazione,
ho visto vacanze partire,
portate via a chissà chi,
occhiali da sole e forse,
sotto, qualche persona.
Nelle partenze siamo sempre sinceri.

Il vento è più freddo,
sfrangia il passato
e tossisco ricordi,
ma vento o canicola
non saranno che bruma,
sgualcita e impotente,
se basterà un mughetto
colto dalla fantasia
a far ridere di tutto.

Paul Celan ha guadato la Senna.

Pubblicato agosto 17, 2009 da allombradellaluna in poesia

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