Il confine

uretra di campo, la piracanta

emana il suo lezzo quasi umano

secondo la regola sontuosa dei corpi

ad esempio, nervoso

il corpo magro del volo

moltiplica i detti dell’ingiuria

in un crogiuolo animato

e nei rapaci, a tratti pare violenta

la chiusa dello snodo, però

immobili, così si reggono

Ma il moto verso la sponda abbiente

quella che affama il nuoto

degli anfibi, chi lo capisce?

Essi vanno oltre

il magma contuso del flutto

nella ricreazione continua

del loro corpo apicale

che indietreggia e avanza

nell’afflizione di una postura

interlocutori immalinconiti

della discontinua

Viviana Scarinci

Pubblicato luglio 21, 2009 da allombradellaluna in poesia

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