Giardino

Là dove galleggiano i colori,
se tocchi
c’è angustia anche tra i fiori,
guardarvi schiude nuove strade
alle tue dita sconosciute
per cui scivoleranno i morti
presi nell’ingorgo dei vivi.

 

Bevi nel fiume dei derelitti, guarda gli oppressi
guarda gli amanti incontrarsi
col muro che li divide
con le mani della loro pelle
del loro cuore puro.
Baciano il soffrire della terra
si imparano vinti in ogni ‘eravamo’.
Capiscono la terra venire dal cielo
deposti sul tempo nel loro lontano
continuo sprigionarsi.

Paolo Campoccia

Pubblicato giugno 18, 2009 da allombradellaluna in poesia

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