Un inedito

di Stelvio di Spigno

Dove sarà la terra e il fiumicciatolo
inutile della salvezza

Passerà in un bicchiere
attraverso una folla di panchine
dove ancora siedono i miei morti
e si attacca, si appiccica l’amore
che sono diventati.

Ma davanti allo schermo
di questo foglio elettrico

non ci sono parole per dire
che inutile è stato sperare, desiderare
il pane, farsi la croce in
un rosario di camere sfitte

Dove sarà il mare, il circuito delle sue mosse
sempre le stesse, solo nei libri ormai,
nelle foto dell’azzurro e del nero
così esteso

Magari ci fossi ancora dentro io – ma da esse
resto staccato e scomparso
non si può chiedere più altro
se non il perdono di esserci stato
anche solo un momento.

Pubblicato giugno 8, 2009 da allombradellaluna in poesia

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