Archivio per giugno 2009

Desiderio di diventare un indiano

C’era un sogno,
una stella, sapeva
di mare, reti,
fabbriche e sudore.
E c’era un ragazzo
che voleva lottare
con pochi soldi
ed una chitarra di cartone.

Aveva una penna
cui affidare
l’ardore, come
una donna che
gli custodisse il dolore.
Esistevano i poeti,
i cantori, i profeti
e le sue mani erano
farfalle libere nel sole.

Sono passate le maree
senza lasciare conchiglie
tra le alghe ed il suo
cavallo ammansito
reclina il capo sul
fieno amargo
d’uno steccato.

Rimasticato nel cappello
ora abbassa la visiera:
la stella perduta nel
pentagramma confuso
del pensiero dentro i
suoi occhi si confonde al
soprabito di scena.

C’era una volta un indiano
adesso s’è impiegato.
Alla fiera delle cose perdute
tira somme come un ragioniere:
non scontentare nessuno
il suo mestiere.

Franz Kafka

Pubblicato giugno 30, 2009 da allombradellaluna in poesia

“Mi aiuti”

….Lei voleva che tutto fosse visibile, era come se lasciasse quel corpo e l’espressione deformata del volto alla vista di tutti, perché tutti vedessero, finalmente, dopo tanti anni di chiacchiere sottovoce sul suo conto, quel figlio diverso dagli altri nella torsione della morte violenta, scomposto ma quieto, raggelato in una figura che era monito e rimprovero un po’ per tutti… andava fiera della tragicità del cadavere del figlio, come se fosse divenuto un simbolo sacro, da lasciare esposto, nell’assolutezza della sua resa definitiva, lì per far ricordare eternamente…

Andrea Sartori

Pubblicato giugno 30, 2009 da allombradellaluna in racconti

Strambotti

Nasconde quel con che nuoce ogni fera:
celasi, adunque, sotto l’erbe il drago:
porta la pecchia in bocca mèle e cera
e dentro al picciol sen nasconde l’ago:
cuopre l’orrido volto la pantera
e ‘l dosso mostra dilettoso e vago;
tu mostri il volto tuo di pietà pieno,
poi celi un cor crudel dentro al tuo seno.

Niccolò Machiavelli

Pubblicato giugno 18, 2009 da allombradellaluna in poesia

Giardino

Là dove galleggiano i colori,
se tocchi
c’è angustia anche tra i fiori,
guardarvi schiude nuove strade
alle tue dita sconosciute
per cui scivoleranno i morti
presi nell’ingorgo dei vivi.

 

Bevi nel fiume dei derelitti, guarda gli oppressi
guarda gli amanti incontrarsi
col muro che li divide
con le mani della loro pelle
del loro cuore puro.
Baciano il soffrire della terra
si imparano vinti in ogni ‘eravamo’.
Capiscono la terra venire dal cielo
deposti sul tempo nel loro lontano
continuo sprigionarsi.

Paolo Campoccia

Pubblicato giugno 18, 2009 da allombradellaluna in poesia

Franco Arminio

negozi

gente per strada.

in tutta la città non c’è un solo albero

di ciliegie.

*

la luna in vista tutto il giorno

l’hai vista solo tu.

Pubblicato giugno 14, 2009 da allombradellaluna in poesia

Non ho avuto il tempo di finire

“Questa è la cosa più dura: donarsi

e sapere che si è superflui,

darsi completamente e pensare

che come fumo nel nulla si scompare.”

 

Selma Meerbaum-Eisinger

Pubblicato giugno 14, 2009 da allombradellaluna in poesia

O capitano , mio capitano

Di WALT WHITMAN (1865)

 O Capitano! mio Capitano! il nostro viaggio tremendo è finito,
La nave ha superato ogni tempesta, l’ambito premio è vinto,
Il porto è vicino, odo le campane, il popolo è esultante,

Gli occhi seguono la solida chiglia, l’audace e altero vascello;
Ma o cuore! cuore! cuore!
O rosse gocce sanguinanti sul ponte
Dove è disteso il mio Capitano
Caduto morto, freddato.

O Capitano! mio Capitano! àlzati e ascolta le campane; àlzati,
Svetta per te la bandiera, trilla per te la tromba, per te
I mazzi di fiori, le ghirlande coi nastri, le rive nere di folla,
Chiamano te, le masse ondeggianti, i volti fissi impazienti,
Qua Capitano! padre amato!
Questo braccio sotto il tuo capo!
É un puro sogno che sul ponte
Cadesti morto, freddato.

Ma non risponde il mio Capitano, immobili e bianche le sue labbra,
Mio padre non sente il mio braccio, non ha più polso e volere;
La nave è ancorata sana e salva, il viaggio è finito,
Torna dal viaggio tremendo col premio vinto la nave;
Rive esultate, e voi squillate, campane!
Io con passo angosciato cammino sul ponte
Dove è disteso il mio Capitano
Caduto morto, freddato.

Pubblicato giugno 8, 2009 da allombradellaluna in poesia

Un inedito

di Stelvio di Spigno

Dove sarà la terra e il fiumicciatolo
inutile della salvezza

Passerà in un bicchiere
attraverso una folla di panchine
dove ancora siedono i miei morti
e si attacca, si appiccica l’amore
che sono diventati.

Ma davanti allo schermo
di questo foglio elettrico

non ci sono parole per dire
che inutile è stato sperare, desiderare
il pane, farsi la croce in
un rosario di camere sfitte

Dove sarà il mare, il circuito delle sue mosse
sempre le stesse, solo nei libri ormai,
nelle foto dell’azzurro e del nero
così esteso

Magari ci fossi ancora dentro io – ma da esse
resto staccato e scomparso
non si può chiedere più altro
se non il perdono di esserci stato
anche solo un momento.

Pubblicato giugno 8, 2009 da allombradellaluna in poesia

Acrasia

Per sempre canteremo la tua gloria –

 

ma solo da lì dove nessuno

potrà darci più torto

dove la morte si vede dalla vita

nello specchio della mantide omicida

non siamo mica morti per niente – io

 

non lascio sorte a chi dopo parlerà

niente figli pronti per l’aldilà

non mi importa che cosa ne pensa

la terra che mi toglie e mi raccoglie

 

ma Dio, se solo esistesse, un cantante di successo –

 

ma come è facile pensarci proprio adesso –

Stelvio di Spigno

Pubblicato giugno 4, 2009 da allombradellaluna in poesia

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Tennis

15-0

Giochi la tua partita
in coppia contro di me
il vento dice: “palla fuori”
tu pieghi le gambe e pieghi
il vestito. Vorrei mordere
il tuo inchino e la mia gelosia,
spaccare la racchetta
in mezzo al campo
spaccare anche la mia fragilità
di amante sottovetro.

Emanuele Kraushaar

Pubblicato giugno 2, 2009 da allombradellaluna in poesia

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