Mandel’stam

La tua figura incerta che suscitava pena
non riuscii, dentro la nebbia, a toccarla.
Gesù” – dissi per sbaglio, e nemmeno
pensai che a dirlo erano le mie labbra.

Il nome divino, come un grande
uccello, s’è involato dal mio petto.
Folta la nebbia, mi ondeggia dinanzi;
vuota, alle spalle, una gabbia mi resta…

Pubblicato aprile 22, 2009 da allombradellaluna in poesia

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