Archivio per febbraio 2009

Da: Le ceneri di Gramsci

I

Non è di maggio questa impura aria
che il buio giardino straniero
fa ancora più buio, o l’abbaglia

con cieche schiarite… questo cielo
di bave sopra gli attici giallini
che in semicerchi immensi fanno velo

alle curve del Tevere, ai turchini
monti del Lazio.… Spande una mortale
pace, disamorata come i nostri destini,

tra le vecchie muraglie l’autunnale
maggio. In esso c’è il grigiore del mondo,
la fine del decennio in cui ci appare

tra le macerie finito il profondo
e ingenuo sforzo di rifare la vita;
il silenzio, fradicio e infecondo….

Tu giovane, in quel maggio in cui l’errore
era ancora vita, in quel maggio italiano
che alla vita aggiungeva almeno ardore,

quanto meno sventato e impuramente sano
dei nostri padri – non padre, ma umile
fratello – già con la tua magra mano

delineavi l’ideale che illumina
(ma non per noi: tu, morto, e noi
morti ugualmente, con te, nell’umido

giardino) questo silenzio. Non puoi,
lo vedi?, che riposare in questo sito
estraneo, ancora confinato. Noia

patrizia ti è intorno. E, sbiadito,
solo ti giunge qualche colpo d’incudine
dalle officine di Testaccio, sopito

nel vespro: tra misere tettoie, nudi
mucchi di latta, ferrivecchi, dove
cantando vizioso un garzone già chiude

la sua giornata, mentre intorno spiove.

Pier Paolo Pasolini

Pubblicato febbraio 28, 2009 da allombradellaluna in poesia

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Angelo della mattina

Angelo della mattina
risvegliami ancora
per la nuova fulgente aurora
che s’arrossa sull’orizzonte o s’incrina.

Io sono uno strano mendicante
che chiede amore e parole,
sono un solitario emigrante
verso le terre della luce e del sole.

Vienimi coi tuoi fulgori,
angelo che non ristai,
coi tuoi infiniti fulgori
colle movenze che tu sai,

e crescimi delle meraviglie,
di quanto raccogli negli occhi neri,
degli infiniti misteri
che tu celi dentro l’arco dei cigli.

Fammi conoscere ciò che tu conosci
i riflessi della tua bocca chiara;
mutevolmente nel mio cuore gia amara
è una musica una magica forma, in una pioggia che scrosci.

Altre poesie di Lorenzo Calogero QUI

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Pubblicato febbraio 28, 2009 da allombradellaluna in poesia

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Utopia

Na cumunità
chi travagghia duru
e campa e crisci in paci.

Un jardinu
di culuri e musica
in armunia cu la Natura.

Un munnu
di libiri e paraggi
senza odiu né frunteri.

Vaju puntannu l’isula
unni ammurraru li sonni
di la me picciuttanza:

voi fari vela cu mia?

Marco Scalabrino

Pubblicato febbraio 19, 2009 da allombradellaluna in poesia

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Invincibili

XIII

Ci ritraemmo vinti anche dal sonno

con il sussurro della sua roca voce.

E mai volli sapere perché mi diede

amore e non assenze,

 mai lei mi spiegò perché ciò avvenne.

 Assenti al Tempo (che cominciò a pulsare)

saziammo a lungo fame e desiderio

sino all’estremo perderci nel sonno.

Jolanda Catalano

Pubblicato febbraio 19, 2009 da allombradellaluna in poesia

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Caterina

……. Caterina
è una pazza, una prodiga mendìca
che squaderna il suo cuore di fanciulla
nell’indifferenza del mondo.
Nei giorni di pioggia, ai semafori,
con in mano quei fiori appassiti,
si china sul parabrezza
e ti guarda. E’ ancora una bambina.
Ha occhi scuri e supplici di cane,
tristi come l’inverno.

di Giovanni Monasteri

Pubblicato febbraio 16, 2009 da allombradellaluna in poesia

E tutti dicono

E tutti dicono
Poi tacciono
Infine si nascondono

E tutti pretendono

Poi chiedono
con le palme tese
al crocevia dello scontato

Infine una delle tante croci
suggella il fallimento
dell’illusione pagata con comodi ratei

Pochi parlano con occhi aperti
Pochi ascoltano

Pochi accettano
la mediocrità
che vuole assurgere ad archetipo
di ogni tempo

Pochi salutano
l’umile albergo
dei turisti
occasionali

Marco Saya

Pubblicato febbraio 14, 2009 da allombradellaluna in poesia

Sognare

C’è una cecità fisica che ci porta a immaginare e sognare tutto ciò che nel quotidiano sfugge e c’è una cecità dell’anima che ci fa desiderare di non vedere forse per autodifesa forse perchè è meglio non vedere la realtà.

Pubblicato febbraio 12, 2009 da allombradellaluna in racconti