Da dove vengo, dove sono diretto, in quale città mi riconosco? Quale strada sento come mia, riconoscendone ogni svolta, identificandone agilmente sapori e odori, e soprattutto progettando un itinerario possibile, custode delle tracce di un futuro?
Io sono niente
Novembre 18, 2009Era Yom Kippur, giorno considerato il più sacro e solenne del calendario ebraico, totalmente dedicato alla preghiera e alla penitenza. In questo giorno molto importante, un rabbino, mentre celebrava la festività, guardava la Torah, la sacra Torah esposta nella sinagoga. A un tratto lo prese un’ispirazione …
Cominciò a battersi il petto, dicendo:
— Io sono niente, io sono niente, oh io sono niente.
Lì accanto c’era il cantore. Il cantore è colui che legge i rotoli durante le funzioni. Vedendo il rabbino comportarsi così, s’avvicinò ai rotoli e prese a battersi il petto anche lui, dicendo:
— Io sono niente, io sono niente, oh io sono niente.
E c’era anche lo scaccino, che spazzava il pavimento. Osservò quel che facevano gli altri due, si avvicinò ai rotoli e incominciò a percuotersi il petto dicendo:
— Io sono niente, io sono niente, oh io sono niente.
Il rabbino lo guardò per un po’ e poi si rivolse al cantore:
— Guarda un po’… e questo qui, chi crede d’essere?
Affari
Novembre 2, 2009L’abbiamo visto tutti. L’hanno commentato scrittori e specialisti, casalinghe, baristi, professori. Secondo me, c’è poco da dire. La fine della civiltà, l’inizio della giungla. Ammazzare come si offre un caffè, un gesto che non desta sentimenti, solo un filo di curiosità. Ci si passa sopra, fra tante cose a cui pensare. Affari di vario genere. Affari tuoi, affari miei. Affarinculu.
Edificare una cattedrale
Novembre 2, 2009Una vocazione è presente in ogni uomo. Così scriveva Isaiah Berlin, in un suo famoso libro, Il legno storto dell’Umanità.
Berlin scriveva che il fine dell’uomo è quello di realizzare a qualunque costo la visione personale che ha dentro di sè. E il peggior delitto di cui possa macchiarsi è l’infedeltà a questa meta interiore che è sua e soltanto sua.
La vocazione riguarda tutti. E si direbbe anche che questa vocazione è ciò che potenzialmente può salvare ogni essere umano. Il problema però è che ‘ascoltare la propria vocazione’ (non necessariamente artistica, ma creativa nel senso più generale del termine, che vuol dire positiva e non distruttiva) è diventato oggi sempre più difficile, in un mondo che sembra aver perso gli orientamenti utili, e sembra spingere verso l’accumulazione di dati (in gran parte inutili) e la dispersione di energie.
Barak Obama
Ottobre 22, 2009di: Guido Tedoldi
Il premio Nobel per la Pace è stato assegnato quest’anno a Barack Obama, presidente degli Usa. La notizia è sembrata sorprendente a molti, che si sono domandati per quale motivo un riconoscimento così prestigioso sia stato assegnato a un personaggio salito alla ribalta internazionale soltanto da pochi mesi, e che per questo motivo ha avuto finora soltanto il tempo di fare tante promesse senza avere la possibilità materiale di concretizzarle. Lo stesso Obama, in una nota rilasciata dopo aver ricevuto il premio, si è detto «sorpreso e stupito» di essere stato accomunato alle personalità di assoluta qualità che hanno ricevuto il Nobel in passato.
Geir Lundestad, segretario del Comitato per l’assegnazione del Nobel per la Pace, ha fornito la sua spiegazione: «Vogliamo sottolineare che Obama ha già portato dei cambiamenti significativi».
Ed è proprio qui il senso di questo evento. Il mondo si stava abituando a una situazione di negatività e contrapposizione, mentre il presidente Usa ha mostrato un orizzonte luminoso.
Dibattito culturale
Ottobre 8, 2009Vi segnalo tutto questo qui, approfittando di questo spazio comune, perché credo si tratti di un pur minimo contributo all’internazionalizzazione del dibattito culturale italiano, che purtroppo dall’estero a volte viene percepito come una realtà alquanto “chiusa”, perché non sono molti i nostri autori ad essere tradotti e venduti in lingua inglese. Spero che ne possa derivare una fruttuosa occasione di confronto e arricchimento reciproco.
Scuola e politica
Settembre 30, 2009Qui non si fa politica. Stiamo lavorando per voi
«Dopotutto la gente sembra capace di credere qualsiasi cosa.» (G. Rey, 1996)
1. – 14 Settembre 2009. Primo giorno di scuola. Mi sveglio quasi all’alba. Ho addosso un’eccitazione che mi porto nell’anima da bambino. Ora sono dirigente. Lo sono da molti anni. Sono tornato dalle ferie subito dopo ferragosto. Ho il compito di garantire l’avvio regolare dell’anno scolastico. Non posso ridurmi all’ultimo minuto, anche se so che molte operazioni, non per responsabilità mia, verranno compiute col fiato in gola o a scuola già aperta. Esempio: quali insegnanti andranno a ricoprire i quattro posti di sostegno ottenuti in organico di fatto e rimasti disponibili? Chi sarà nominata sugli spezzoni orari d’inglese, dopo che le specialiste dalla mia scuola sono state costrette a transitare nell’organico di diritto dei posti comuni? Riuscirò a garantire a tutti gli alunni una buona distribuzione degli insegnanti di ruolo? Come affronterò la questione della compresenza dal momento che il DPR 20 marzo 2009, n° 89, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 luglio, ha ribadito che il tempo pieno continua “senza compresenze”?…
Ecco, ho per la testa interrogativi simili, ma il primo giorno di scuola mi sciolgo di fronte a genitori coi loro bimbetti che si accalcano ai cancelli per rimettere piedi nelle aule. Hanno volti sorridenti, gioiosi. Sono contenti di rivedere le loro maestre. Penso a Francesca che quasi piange quando le si dice che è vacanza e deve restare a casa. Penso a Matteo, bello e slanciato, che dovendo salutare le proprie insegnanti per andare in prima media non riesce a trattenere le lacrime e, infine, scoppia in un pianto dirotto. Penso a Leonardo che ho tenuto ore sulle ginocchia per consolarlo: non riusciva a capire perché il papà e la mamma si stessero separando. Potrei raccontare centinaia di storie dirette e indirette, vissute a lungo o per lampi. Il papà che arriva arrabbiato in direzione perché vuole che garantisca alla figlia “diversamente abile” la stessa maestra dell’anno scorso; la madre col figlio iscritto alla prima, finito con compagni diversi da quelli della sezione gialla di provenienza, e che «Direttore, la prego, me lo metta insieme agli altri! Abitiamo anche nello stesso palazzo…» «Ma, signora, c’è una commissione! Ci sono dei criteri fissati dal Consiglio di Circolo!… La seduta è stata pubblica!…»; il padre che vuole sapere se tutti i servizi igienici hanno i dispenser del sapone liquido perché «Sa con l’influenza suina che c’è in giro è opportuno lavarsi spesso le mani…» Prova a spiegargli che alla data di oggi il Ministro non ci ha accreditato un euro, che sia un euro, per le spese di funzionamento.
La fattoria degli animali
Luglio 31, 2009…
Uno degli ultimi ospiti e’ un capretto giunto a fine dicembre in circostanze ‘esoteriche’. ”Mi hanno chiamato nel cuore della notte il 21 dicembre – racconta Liberati – alcune persone che avevano salvato un capretto che era stato comprato per essere sacrificato in un rito celtico per il solstizio d’inverno. Cosi’ e’ arrivato Geppo”. Il migliore amico di Geppo e’ un maiale che e’ gia’ assurto agli onori delle cronache. Trovato mentre vagava in una piazza di Brescia, non e’ stato mai reclamato, e attraverso diversi passaggi e’ ’sbarcato’ a Vallevegan: ”All’inizio lo tenevamo da solo, perche’ era irrequieto. Una notte e’ riuscito a sfondare la porta della gabbia, ma lo abbiamo trovato che dormiva tranquillo in mezzo alle galline. Voleva solo un po’ di compagnia, tant’e’ vero che da allora sta in mezzo agli altri animali senza nessun problema, a dispetto di quello che si dice sull’aggressivita’ di questa specie”.
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Donne … in strada
Luglio 31, 2009…
La conoscono tutti sulla piazza Barberini. Di mezza età, ma quale? Una donna di colore con passo lento e greve, zoppo. La parrucca sbilenca in testa e gli occhi ambrati e acquosi, squagliati. Si sposta lungo gli angoli della piazza come giocasse da sola al gioco dei quattro cantoni. Sceglie il luogo a secondo delle stagione, del sole, del caldo, del freddo, del vento. Il suo carrello fardello sul gradino della sala bancomat, nessuno glielo toglie. La banca milanese chiude un occhio sulla barbona ubriacona restata impigliata sulla piazza, infilzata dal Tritone come una nuvola grassa.
Potrebbe chiamarsi Estelle. Non la guardiamo perché è troppo sporca e fa un po’ schifo vedere lei e i suoi vestiti sbagliati, la parrucca pulciosa, mentre mangiamo la nostra pizza croccante. Fa un po’ schifo sì, dobbiamo accelerare il passo e andare oltre senza pensare che sono troppe queste donne deragliate in giro.
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Omaggio a don Puglisi
Aprile 9, 2009Un bellissimo omaggio di due comici, Ficarra e Picone, a don Pino Puglisi, morto per amore della verità e per mano della mafia. Amava troppo e questo amore ha segnato la sua fine ma nella fine è il principio, il principio di una nuova vita fatta di gloria e di amore, quell’amore concesso da Dio agli uomini e spesso rifiutato ma non da padre Puglisi che per Amore ha donato la vita.
Pubblicato da allombradellaluna
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