Aveva immaginato,
a tratti, di comporre
ossa, lacerti della carità nostrale.
Comunicava con la stirpe
con impercettibili segnali
di fumo, vapori da tegami
in terracotta.
Credeva poi alla buona sorte
del tronco – da incidere,
scolpire…
Un’arte
Novembre 13, 2009Soldi ben spesi
Ottobre 23, 2009Infine, nell’estate, quando l’ondata sembrava smorzarsi, un incidente ha costretto la madre di Erre a una lunga degenza, alterando irreversibilmente gli equilibri esistenziali della donna e dell’intera famiglia.
Incurante delle critiche di chi lo rimprovera sempre di dedicarvi troppe risorse del suo bilancio, Erre ha festeggiato il 17-9-2009 con il solito, corposo acquisto di libri. La lettura fornisce fili e fiaccole, e nel buio anno appena trascorso quelli a suo tempo investiti nei libri della Schutzenberger (tanto per fare un esempio) sono stati soldi ben spesi.
L’invadenza del relitto
Ottobre 23, 200942.
un rullio di tempie e sembra morire
questo antefatto lungo una stirpe
rantolando rantolante cent’anni.
nei venti che blasfemi staccano le rondini
tu il collo lungo di Modigliani inventi
per disperdere le fiaccole crocefisse.
le pene che sbocciano dentro il calendario
benesseri nel bilico di davanzali
zonzo d’angeli che non sanno chi proteggere.
le malattie congenite del tetto
narrano nidi patrioti
eremi che imperlano le nuche.
oggi è colmo il male asperrimo
di chiudere le spalle all’avvenire.
Poesie di Francesca Baviera
Settembre 8, 2009La musica dalle tue dita scende come pioggia,
scende da te come la voce.
Fino a dentro abbandonarti
perché lasci la mia strada lontano dai tuoi passi d’azzurro.
Il sangue non ha memoria di neve.
Ed io resto pulita per te
come una sposa.
***
Non abito gli inverni della stella
dove si può distinguere bene.
Non abito la montagna e i colori della roccia o della neve,
dove tu dipingi.
Io abito i fiori delle parole.
Io confondo il tuo inverno lungo con la primavera dei campi.
Io scendo la scale del tuo volto come fossi una donna
vestita di ponti
vestita da zingara
vestita nel deserto
come tu vuoi.
La parola data
Settembre 7, 2009Non la parola che salva
o muove ma la puntura di un’argia.
Febbre e agitazione
da una mandorla dolcissima.
Dal giardino di piante inaudite
una mano di terra
sotto un piede di cielo.
Queste basse radici dove inciampi:
la cronaca
gli immancabili morti
le esclamazioni che fai
mentre sbadigli.
Una poesia di Stèphane Mallarmè
Agosto 30, 2009Nello strombo che accoglie
il vecchio sandalo che si sdora
della sua viola scintillante
un tempo con flauto e mandola,
sta la Santa pallida e mostra
il vecchio libro spiegato
del Magnificat sgorgante
un tempo a vespro e a compieta:
a quel cristallo d’ostensorio
che sfiora un’arpa dall’Angelo
formata nel volo serale
per la delicata falange
del dito che scende e risale
senza libro né vecchio strumento
sul melodioso piumaggio
musicante del silenzio.
Stephane Mallarmè
Una bevanda scura servita con ghiaccio e limone
Agosto 28, 2009di Gianmario Lucini
E’ una bevanda scura servita con ghiaccio e limone
ma non ne dico il nome per non pubblicizzare
un impero industriale mascalzone
che assolda bande di teppisti per uccidere
operai sindacalisti
e dove passa stende una bava di veleni
una scia di orfani vedove e terrore.
A molti piace questa orrenda mistura
di acqua caramello e caffeina
con qualche goccia di sangue in sospensione
che sale su dai profondi del bicchiere
con l’effervescenza di allegre bollicine
a me invece parla con voce maligna
che sale dai meandri più oscuri della storia
dalle nebbie dove il fuoco lottando con l’acqua
produceva il mostro capace di amare
e questa bevanda che si adatta a ogni stagione.
In Dio noi crediamo
sta scritto sul danaro americano
mal il vero dio sta lì frusciante
nel palmo della loro mano,
sta in quelle bollicine che impattano
con fragore contro il vuoto dell’aria
o il rutto che rompe dal centro animale
e sale nelle zone dello spirito:
è lì che grandeggia il pensiero razionale
e il cinismo che rimuove il dolore
per vedove ed orfani senza volto e colore
per gli oprerai trucidati dall’obiettivo aziendale
sgozzati senza far chiasso
sull’altare del capitale.
Filastrocca dei giorni
Agosto 28, 2009di Nadia Agustoni
I giorni allegri sono in festa
e per casa hanno il cielo
ogni giorno non per dire
han qualcosa da gioire.
Chi ha avuto forse intero
un giorno triste o solo nero
pensa invece da scontento:
“tutto è storto e molto incerto”.
I giorni tristi sono uccelli
in un disegno ad acquarelli
hanno ali nere e uguali
come al fondo sono i mari.
Chi è perduto in giorni nuovi
troverà un alberello
e dai rami intonerà
fiori, foglie o un chissà.
E di giorni giovincelli
i bambini ci diranno
se è pesce dell’ aprile
il loro dare e non dire.
La speranza di non essero
Agosto 22, 2009la disperazione è silenziosa
la diresti muta
se non conoscessi perfettamente
ogni sua singola parola
a memoria
la disperazione è calma
la diresti inerte
se non conoscessi perfettamente
ogni suo singolo movimento
a memoria
la disperazione è miope
la diresti cieca
se non conoscessi perfettamente
ogni sua singola forma
a memoria
la disperazione è acida
la diresti amara
se non conoscessi perfettamente
ogni sua singola dolcezza
a memoria
la disperazione è pacata
la diresti sorda
se non conoscessi perfettamente
ogni sua singola reazione
a memoria
la disperazione è disperata
la diresti senza speranza
se non conoscessi perfettamente
ogni sua singola speranza
a memoria
speranza
la disperazione è speranza
la diresti disperazione
se non conoscessi perfettamente
ogni sua singola speranza
a memoria
speranza
di non esserlo
speranza!
Utopia
Agosto 19, 2009Na cumunità
chi travagghia duru
e campa e crisci in paci.
Un jardinu
di culuri e musica
in armunia cu la Natura.
Un munnu
di libiri e paraggi
senza odiu né frunteri.
Vaju puntannu l’isula
unni ammurraru li sonni
di la me picciuttanza:
voi fari vela cu mia?
Una comunità / che lavora duro / e vive e cresce in pace. /
Un giardino / di colori e musica / in armonia con la Natura. /
Un mondo / di uomini liberi e eguali / senza odio né frontiere. /
Vado puntando l’isola / dove si sono arenati i sogni / della mia gioventù: /
vuoi fare vela con me?
Marco Scalabrino
Pubblicato da allombradellaluna
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