di Gianmario Lucini
E’ una bevanda scura servita con ghiaccio e limone
ma non ne dico il nome per non pubblicizzare
un impero industriale mascalzone
che assolda bande di teppisti per uccidere
operai sindacalisti
e dove passa stende una bava di veleni
una scia di orfani vedove e terrore.
A molti piace questa orrenda mistura
di acqua caramello e caffeina
con qualche goccia di sangue in sospensione
che sale su dai profondi del bicchiere
con l’effervescenza di allegre bollicine
a me invece parla con voce maligna
che sale dai meandri più oscuri della storia
dalle nebbie dove il fuoco lottando con l’acqua
produceva il mostro capace di amare
e questa bevanda che si adatta a ogni stagione.
In Dio noi crediamo
sta scritto sul danaro americano
mal il vero dio sta lì frusciante
nel palmo della loro mano,
sta in quelle bollicine che impattano
con fragore contro il vuoto dell’aria
o il rutto che rompe dal centro animale
e sale nelle zone dello spirito:
è lì che grandeggia il pensiero razionale
e il cinismo che rimuove il dolore
per vedove ed orfani senza volto e colore
per gli oprerai trucidati dall’obiettivo aziendale
sgozzati senza far chiasso
sull’altare del capitale.