16.
cantuccio di elemosina la sposa
guardata a vista dall’eremo
del rantolo. dove domani il refrigerio
è favola. qui nel patibolo che ruba
le elemosine il silenzio del pargolo
corrotto. accosto accosto le sfingi
delle guance queste vedette tenui
di vento e le restie comunque. ora
ti chiamo adito alla sera per fingere
di nascere. le tue macule si curvano
turbate dal branco della bara.