Marina Pizzi

Maggio 27, 2009

16.

cantuccio di elemosina la sposa

guardata a vista dall’eremo

del rantolo. dove domani il refrigerio

è favola. qui nel patibolo che ruba

le elemosine il silenzio del pargolo

corrotto. accosto accosto le sfingi

delle guance queste vedette tenui

di vento e le restie comunque. ora

ti chiamo adito alla sera per fingere

di nascere. le tue macule si curvano

turbate dal branco della bara.


St. James Infirmary

Maggio 22, 2009

I went down to St. James Infirmary
Saw my baby there
She was stretched out on a long white table
So cool, so sweet, so fair

Let her go, let her go, God bless her
Wherever she may be
She can look this wide world over
But she’ll never find a sweet man like me

When I die bury me in straight lace shoes
I wanna a box-back coat and a Stetson hat
Put a twenty-dollar gold piece on my watch chain
So the boys’ll all know that I died standing pat

Louis Armstrong e …. Roberto Plevano


Appunti sparsi e persi

Maggio 22, 2009

Volere Dio
immaginario
inventario.
*
e il suo
seno è cruciale
senza piedi sulla statua
*
la vita è breve
grave il ritardo
*
torna il sapere
meticoloso a ingannarmi
nella troppa fede nel
ferro d’un quieto eroismo: la vita
indefessa e panica
storcendo la bocca stenta
come il cane annoiato al sole.
*
l’esteso perdono che è la mia colpa
*
esistenza da sottobosco
scelta accettabile

*
io responsabile del tuo amore
pudori rubati alla plebe
nel caldo divampare della sonnolenza
un automatismo ci consigliò
*
la linea gotica del tuo sentimento
*
Vero nell’insieme il tuo miracolare
perfino le persiane
la luce nel suo angolo
libertino
sottende una morte non benigna.
Amelia Rosselli


Stazione IV

Maggio 11, 2009

di Pasquale Vitagliano

Lucerna della notte,
Primo respiro,
Prima carne.
Tabula,
Prima parola,
Prima del verbo.
Eppure silenziosa
E risposta figura.
Eppure unica lacrima.
Quadro dell’invisibile,
Madre della poesia.


Naviganti

Maggio 11, 2009

Ma ora è il momento 
di mettersi a dormire 
lasciando scivolare il libro che 
ci ha aiutati a capire 
che basta un filo di vento 
per venirci a guidare 
perché siamo naviganti 
senza navigare 
mai. 


Corrono e corrono

Maggio 8, 2009

di Laura Lucaccioni

corrono e corrono non si fermano
e s’inabissano in strade controtempo
solo veloceveloceveloce
è la scommessa del sabato sera
e chi non schizza si perde la smania
del “mitico” del giusto del da farsi
fissare i vent’anni non invecchiare
e il ricordo sia morto, non ci tocchi
evapori in asfalto, si condensi
liquido seme che non serve
che brucia e resta cenere che svena

e il corpo che non cambia
si maschera da sosia di se stesso
per gli anni che verranno e ancora oltre
fisso nel fotofinish dello specchio
caricatori a salve
e chiacchiere da bar
e le ronde e l’ipnosi e il festivàl
la canzonetta che tutto fa passà
tira a campà che oggi siamo qua
oggi per poco domani chissà
tanto per tanto c’è l’immunità
le barzellette e il non detto
il nonsense e il kapò
i desaparecidos
le corna o la bandana
la carne che va in onda
l’Italia da vergogna


Facebook

Maggio 8, 2009

… “Una presenza umana, invece di un programma, cambierebbe le cose, parecchio. Pretendere di gestire in automatico, “algoritmicamente”, delle cose “umane” e’ improponibile. Non ci vorrebbe molto a metter su un ufficetto in Italia con pochissimi dipendenti per seguire le problematiche relative all’utilizzo della piattaforma in Italia: e similmente per ciascun paese o area linquistico-culturale in cui Facebook abbia un numero sufficiente di utenti.” …

Uno sguardo su Fb di Alberto Berretti


Drin

Maggio 6, 2009

di Valter Binaghi

Drin. Fuori dal parcheggio
Drin. Anche in autostrada
Drin. E perfino in ufficio se lo vuoi
Drin. Cellulare ultrapotente
Drin. Socialmente intrigante
Drin. Una lapide alla solitudine
Drin. Se non posso parlare
Drin. Lasciami un messaggio
Drin, La faccina che mi dice come stai

Che importa se sopra le nostre teste
Cresce pian piano una foresta di antenne
E una nuvola elettrica fatta di parole
Nasconde il sole…
Ma che goduria, che felicità
Poter amplificare la banalità
La nostra chiacchera come una cometa
Che arrostisce il pianeta.

Drin. Cosa stai facendo
Drin. Stai dormendo o cagando?
Drin. Perché non rispondi a me? Non sai che
Drin. Non ti puoi negare
Drin. Alla nuova morale
Drin. Del collegamento universale, e allora
Drin. Lasciati trovare
Drin. Lasciati arruolare
Drin. Nella nuova frontiera del mondo civile


Donne

Maggio 6, 2009

Lo scaricabarile. Il capro espiatorio.
L’ira, il chiodo del litigio, la lama sulla
schiena. Il senso di fine, smaccato
sul dorso delle mani. Ossa, non polpa,
scheletro di carne divorata.

****

La pioggia risale al vento, primavere
azzannano gli occhi sparuti al suolo.
Vale andarsene al viaggio in fuga
del sonno lungo, e non da sogno.

****

Sputi di gesso, dopo la scabbia
del verso buttato al cielo, spero
che dica, ma non dice. Ti alzi,
ti separi dal cuscino, sei solo
dappertutto, pericolante,
nell’acqua ti tuffi per la pelle
ancor giovane, rifletti sui denti,
sgranati, allo specchio.

****

Donne. Giovani, meno giovani, solite
e nuove. La tua fame si colma di
picnic, di colazioni al sacco, di escursioni.
Don Giovanni di merende, con briciole
di snack, tra i peli al vento della pelle salata.

****

Franz Krauspenhaar