Il linguaggio di M.

Ottobre 30, 2008

Un incontro fra professore e allievo va oltre il semplice insegnamento e il docente diviene a sua volta studente ma uno stuente preparato che giunge a conclusioni cercate da tempo ed eccezionali:
la prova empirica – sì, finalmente! La prova empirica! – che dà ragione ad Aristotele e alla teoria secondo la quale le parole sono affezioni delle cose, impronte lasciate dal mondo dentro di noi, che abbiamo la facoltà del linguaggio. Non mi ero mai interrogato seriamente su questo fatto che ci accomuna tutti, come genere umano, mi ci ero semplicemente trovato in mezzo, discettavo su di esso, ma vede, ecco, non mi ero mai posto io stesso ai margini delle mie parole, o di quelle d’altri. Ebbene, ritengo che ciò mi sia accaduto quando ho incontrato M. Sì, lui è stato capace non tanto di parlarmi in modo chiaro e distinto – tutt’altro! – ma di farmi vedere – no, non vedere, sentire piuttosto – l’attaccatura delle cose alle parole, il punto esatto in cui qualcosa di fisico, di nervoso, di fisiologico, si salda ai tentativi di fonazione, al punto in cui si cerca di tirar fuori un significato da ciò che ci spaventa, perché ci è ignoto, sebbene ci appartenga.

Ma Andrea Sartori va oltre.


Il rifugiato

Ottobre 28, 2008

Il rifugiato” è il titolo del libro di Arnon Grunberg. Ce ne parla in una recensione breve ed essenziale Ade Zeno.


Promemoria di Jakobson

Ottobre 27, 2008

Promemoria: studiare la letteratura per i suoi valori. A questo proposito, ricordo una nota affermazione di Jakobson: QUI


Tolkien nella letteratura comparata

Ottobre 25, 2008

di Giovanni Agnoloni

“Ma dalla cima di quella torre l’uomo era stato in grado di affacciarsi e di guardare fino al mare.”
(J.R.R. Tolkien: da “Beowulf: i mostri e la critica”, 1936)

Poche opere, nella letteratura universale, hanno dato adito a così tante interpretazioni come “Il signore degli anelli”, e più in generale tutti i libri di Tolkien. Allo stesso modo, pochissime sono diventate un punto di riferimento culturale e spirituale per intere generazioni di lettori di tutte le età. Quando scoprii Tolkien per la prima volta, non potei fare a meno di avvertire tutto questo retroterra di emozioni e sensazioni, nascosto appena dietro il velo delle parole scritte dall’autore. L’immediatezza di sentimenti che si possono trovare nelle righe di Tolkien è qualcosa che ci giunge appunto come una cortina invisibile, che può essere non già rimossa o perforata, ma semplicemente attraversata e sentita in profondità, così da raggiungere, quasi involontariamente, una dimensione di pura energia, che è strettamene collegata alla parte più intima dell’animo umano. In effetti, è stato fin dall’inizio un mio fermo convincimento che questo fosse il segreto della letteratura tolkieniana, ed in particolare del capolavoro del Professore di Oxford, Il signore degli anelli. Non a caso, avevo appena letto trecento pagine del romanzo, quando cominciai a notare certe assonanze, o comunque somiglianze, tra passaggi ed atmosfere presenti in esso e numerosi punti di opere letterarie di altre epoche, culture e generi. Compresi che non poteva essere solo una coincidenza, e decisi che, da quel momento in poi, avrei sempre letto i suoi libri con un occhio a questa sorta di musica nascosta, intessuta nel testo. E la mia esperienza di scrittore, ed anche di “tolkieniano”, iniziò così.

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Il potere del canto

Ottobre 21, 2008

Roberto Rossi Testa ci presenta un nuovo racconto, breve questa volta, della sua Provocazione in forma d’apologo arrivata al numero 83. Una preghiera, un canto e ciò che dalla prehiera e dal canto nasce: una voce grande e pura.


Lo scrittore senza libro

Ottobre 19, 2008

Loris Pattuelli ci parla di Joseph Joubert, uno scrittore un po’ particolare di cui si sa poco ma che lui adora. Attualmente sta per uscire un’antologia delle sue opere. Di lui in libreria per ora possiamo trovare solo “Pensieri per vivere” ma vale la pena di leggerla e attendere, nel frattempo cercare qua e là qualcosa di più.


Miniature

Ottobre 19, 2008

Cinque versi, quasi un nulla di parole che sanno, però, evocare il tempo, quello della memoria e quello che guarda oltre l’istante.


Il moscerino della frutta

Ottobre 17, 2008

L’attenta osservazione della realtà può portare un animo sensibile e poetico a scrivere una poesia che ha come protagonista un moscerino. Metafora di qualcosa’altro? non saprei ma la poesia mi è piaciuta e l’ha scritta Mario Bertasa.


Provocazione in forma d’apologo 82

Ottobre 14, 2008

Due ex compagni di scuola si incontrano dopo molti anni e iniziano a ricordare tempi andati ma soprattutto si informano su progetti e desideri realizzati.
Un nuovo racconto di Roberto Rossi Testa


Angelo Moscariello: di cinema e generi

Ottobre 11, 2008

di Arturo Fabra

Avevo già letto di Angelo Moscariello, anni fa, “Come si Guarda un Film” e “Come si gira un Film”, sapete, quando da giovani vogliamo diventare tutti registi? Tempo dopo mi ero procurato anche i suoi saggi su Godard e Chabrol, perché cercavo di rappacificarmi col cinema francese. Dopo un periodo di letture diverse mi sono ritrovato tra le mani il suo Dizionario del Cinema di Fantascienza (uscito per Electa) a scopo recensione, ed è stato un colpo di fulmine, proseguito con il Dizionario del Cinema Fantasy e (appena uscito) quello del Cinema Horror. Sono monotono, quando scrivo e/o parlo del lavoro di Angelo Moscariello, perché ciò che mi colpisce maggiormente è l’amore che gli permette di trattare il “cinema di genere” con il rispetto che altri gli negano dedicandolo solo ai film “seri” (e quale sarebbe il paradigma di questa serietà?). Altra indubbia dote di Moscariello è la precisione del suo lavoro, direi quasi scientifica, che lo porta ad aggiornare i libri in fase di stesura fino all’ultimo, e il gusto assolutamente stimolante nel proporre registi, film, tematiche. Come si può intuire anche dall’intervista che segue.

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