Massimo Sannelli: scuola di poesia

L’ambiguità c’è quando «due elementi contrari costanti […] si scontrano dentro un’opera» (*Tre riflessioni sul cinema*, 1974) e dentro una vita. Gli elementi «costanti» fanno in modo che l’ambiguità sia un fenomeno duraturo o permanente, «dentro un’opera» o dentro una vita: tutto l’insieme, e per tutto il tempo, ne è investito.

1. La tendenza stilistica di Pasolini è questa: sintassi e lessico comuni e comprensibili, significato allusivo e/o oscuro. Il chiasmo e l’ossimoro comportano «due elementi contrari costanti». Ed è ambiguo affidare a parole e sintassi comuni frasi intraducibili: «o esprimersi e morire o essere inespressi e immortali», «questa / tua vecchia abitudine al possesso è la tua morte», «il mondo non mi vuole più e non lo sa». La prima ambiguità è espressiva: dire tutto, ma trasfigurando e alludendo. Questo è il campo delle «evocazioni da stregone»: la poesia e il «cinema di poesia», dove i corvi parlano e i burattini vivono.

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