Luglio 31, 2008
L’ambiguità c’è quando «due elementi contrari costanti […] si scontrano dentro un’opera» (*Tre riflessioni sul cinema*, 1974) e dentro una vita. Gli elementi «costanti» fanno in modo che l’ambiguità sia un fenomeno duraturo o permanente, «dentro un’opera» o dentro una vita: tutto l’insieme, e per tutto il tempo, ne è investito.
1. La tendenza stilistica di Pasolini è questa: sintassi e lessico comuni e comprensibili, significato allusivo e/o oscuro. Il chiasmo e l’ossimoro comportano «due elementi contrari costanti». Ed è ambiguo affidare a parole e sintassi comuni frasi intraducibili: «o esprimersi e morire o essere inespressi e immortali», «questa / tua vecchia abitudine al possesso è la tua morte», «il mondo non mi vuole più e non lo sa». La prima ambiguità è espressiva: dire tutto, ma trasfigurando e alludendo. Questo è il campo delle «evocazioni da stregone»: la poesia e il «cinema di poesia», dove i corvi parlano e i burattini vivono.
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Luglio 25, 2008
[…] La nostra terra inghiottita non esiste sotto i piedi,
nostra patria è una barca, un guscio aperto.
Potete respingere, non portare indietro,
è cenere dispersa la partenza, noi siamo solo andata.
È il 13 Luglio. Sono sdraiato nella mia tenda e provo a continuare a leggere. Ma non riesco a concentrarmi, la mia mente è fissata su quella parete. La parete Rakhiot, su quel stramaledetto seracco in mezzo alla parete. In quella fascia di ghiaccio, che ci ostruisce la via di salita.
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Luglio 20, 2008
Lezione n.1
Iniziamo con questo primo articolo un ciclo di lezioni sulla scrittura. Questi appunti non hanno la pretesa di essere esaustivi sul tema, né vi è l’aspirazione a presentarli come dottrina e insegnamento di un maestro. Sono il risultato di una passione e di un lavoro impegnativo come docente svolto in questi anni in varie sedi.
Ci auguriamo solo che contengano spunti utili a migliorare le proprie capacità di scrittura.
Inizia da qui un corso di scrittura creativa
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Luglio 18, 2008
Due sono stati gli eventi cruciali di questa mia vita di viaggiatore. Avvennero dopo aver letto un piccolo libro che mi aveva prestato un altro viaggiatore come me, una sera, intorno al fuoco. Un libro del quale ho dimenticato il titolo e l’autore, e sulle cui affermazioni, al momento, alzai le spalle.
Ma dopo qualche tempo, un mattino, mentre mi preparavo il caffè sul fornello da campo, all’improvviso accadde che mi resi conto di non avere, di non avere mai avuto ciò che si chiama una patria. Per quanto incredibile, incomprensibile fosse, io ero sempre stato in cammino; e comunque non c’era alcun luogo definito da cui, all’inizio, io avessi cominciato il mio viaggio. Ora mi appariva chiaro che ogni ricordo in proposito era costruito, l’avevo costruito io, ed era falso.
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Luglio 15, 2008
di Francesco Forlani
bouquiniste
Durante la passeggiata Elisabeth ed io non abbiamo scambiato una parola. O almeno. Ci abbiamo solo provato perché come i miei amici sanno, parlo molto, parlo troppo. E scrivo poco. Il motivo dell’appuntamento era d’altra parte il seguente: come fare per rendere ai compagni di penna un’opera
autentica.
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Luglio 8, 2008
Sono profondamente rattristato.
Una formula di rito per esprimere, in queste circostanze, tutta l’amarezza che un fatto del genere è in grado di suscitare.
Dico meglio: sono proprio incazzato, ecco ! Non è giusto andarsene cosi.
Non è giusto, immagino lo strazio della famiglia, per tutto il tempo, e in particolare da oggi, poco prima di pranzo, appena i media hanno dato la notizia del ritrovamento di un corpo, in un parco poco distante dalla famosa discoteca, a poco fa, intorno alle 19 quando dal legale della famiglia, sembra esser stata confermata la notizia che il corpo trovato sia proprio quello della povera Federica.
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Luglio 6, 2008
Alcuni così detti scrittori di vaglia – non sappiamo se per puro “snobismo linguistico” o per scarsa conoscenza delle norme che regolano la nostra madre lingua – adoperano la preposizione ‘da’ in modo improprio, per non dire errato, confondendo le idee linguistiche ai giovani studenti che, attratti dal “nome” dello scrittore, prendono per oro colato tutto ciò che la grande stampa “propina” loro
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