Agghindarsi con raggi di luna
e falene colorate,
correre dietro
all’ultimo refolo sapido di sale,
imbavagliarlo e nasconderlo
dove né il mare né il vento né le nottole
possono a liberarlo.
Saltellare
sull’ultima lingua d’acqua della spiaggia;
gli spruzzi ci bagnano
le natiche il petto,
ci arrossano gli occhi.
allungarsi sulla rena
col fiato che chiude la gola,
avvoltolarsi in un goloso abbraccio,
nudi
sotto gli occhi del firmamento,
mentre lontano passeggia
il suono d’un vapore.
Appisolarsi nelle mani della stanchezza,
fino a che la voce della prima aurora
non viene a darci la sveglia…
