Agghindarsi con raggi di luna Maggio 16, 2008
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Agghindarsi con raggi di luna
e falene colorate,
correre dietro
all’ultimo refolo sapido di sale,
imbavagliarlo e nasconderlo
dove né il mare né il vento né le nottole
possono a liberarlo.
Saltellare
sull’ultima lingua d’acqua della spiaggia;
gli spruzzi ci bagnano
le natiche il petto,
ci arrossano gli occhi.
allungarsi sulla rena
col fiato che chiude la gola,
avvoltolarsi in un goloso abbraccio,
nudi
sotto gli occhi del firmamento,
mentre lontano passeggia
il suono d’un vapore.
Appisolarsi nelle mani della stanchezza,
fino a che la voce della prima aurora
non viene a darci la sveglia…
Asimov Maggio 14, 2008
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L’attenzione (…) di ogni lettore sarà richiamata da una storia della decadenza e caduta dell’impero romano, forse la scena più grandiosa e impressionante nella storia dell’umanità (…) Fu tra le rovine del Campidoglio che concepii l’idea di un’opera che mi ha occupato e ricreato per circa vent’anni della mia vita… Con queste parole, il 27 giugno del 1787 (due anni prima di un’altra storica caduta: quella della Bastiglia), Edward Gibbon licenziava le quasi tremila pagine del suo capolavoro, una cavalcata di quindici secoli da Cesare Augusto fino al vittorioso assedio di Maometto II a Costantinopoli.
Il nome e il sostantivo Maggio 13, 2008
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Se apriamo un qualunque vocabolario alla voce nome, leggiamo: parte del discorso che designa persone, cose, idee, fatti e può essere “concreto” se indica persone o cose controllabili dai sensi; “astratto” se designa entità mentali (la bontà, per esempio); “comune” se può essere ‘condiviso’ dagli esseri della stessa specie e infine “proprio” quando distingue un individuo da un altro (ma anche una cosa da un’altra: i nomi di città, per esempio). Al lemma sostantivo leggiamo, invece: parola che indica la ‘sostanza’ di una cosa nel senso più lato (persona, animale, idea, oggetto, ecc.); i due termini, quindi, possono considerarsi l’uno sinonimo dell’altro.
Porvocazione in forma d’apologo 59 Maggio 12, 2008
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Correre a braccia aperte incontro a chiunque, anche a chi non pensa che a fare sgambetti e a dare cazzotti sui nasi, è certamente un eccesso. Ma ancora più pernicioso è l’eccesso opposto, il non voler capire che dolori e terrori alle volte sono soltanto messaggeri, addirittura portatori di doni. È a causa di quest’ultimo eccesso che si fugge, si fugge fin quando le occasioni migliori non sono sfumate. Peccato, peccato
Perdonare Dio Maggio 9, 2008
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Nudo Maggio 7, 2008
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Nudo
Per andare subito al sodo
dirò che preferirei vederti nudo
la camicia di seta
e la cravatta
esclusiva, l’ombrello sotto il braccio
in caso di pioggia,
il completo di grisaglia
che fa tanto tendenza,
Una donna scrive al Presidente della Repubblica Maggio 4, 2008
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Quel figlio negato
Di Stefania Nardini
Siamo un paese povero.
Povero di civiltà. Perché, al di là delle questioni etiche o morali, il fatto che una donna, una coppia, sia costretta a rinunciare alla nascita di un figlio non puo’ che indignare. Si, perché un figlio costa. E tanto. Recentemente un settimanale ha pubblicato un’indagine: mantenere un figlio da quando nasce a quando avrà completato gli studi (ammesso che sempre ci sia la disponibilità per pagare l’Università) richiede un investimento di circa 300mila euro in 24 anni. E puo’ permetterselo una famiglia che guadagna circa 3.500 euro al mese.
Notizia l’è morta Maggio 2, 2008
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Il titolo era “Fannullopoli”. E’ un argomento, questo, utilizzato a piene mani dai media, perché si aggancia perfettamente a certi luoghi comuni popolari (i dipendenti pubblici sono tutti dei mantenuti che ci costano miliardi), come la sicurezza del resto (il mondo è devastato dal crimine e i criminali sono immigrati). I media enfatizzano i fatti, per sfruttare l’emotività, la paura, sentimenti che vengono per così dire nutriti dalle stesse notizie enfatizzate.
La mattina dopo Aprile 30, 2008
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È stata la mattina dopo aver visto quel documentario del National Geographic sulle lotte omicide tra gli scorpioni che, dopo molto tempo, sono andato più sereno al lavoro.
“Nessuno dei miei colleghi” ho pensato, infilando il viale che porta alla clinica “ha quei terribili pungiglioni velenosi”.
Giuseppe Condorelli Aprile 29, 2008
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La casa respira
nell’acqua della parola
- l’inchiostro sulle mani
piuttosto qualsiasi cosa
una radura migrata di acque
ferro, preghiera, pane
o una natura morta.
È un assedio che non si compie
il foglio bianco rovesciato.
